Lunedì sera, tornando
da un ospedale, mi sono fermata in un centro commerciale non proprio vicino a
casa.
Era tardi e mi sono voluta fermare solo ed esclusivamente per poter entrare
di volata nella Feltrinelli. E pensare che è la Feltrinelli più vicina a me,
che io sappia (e si parla di una buona mezz’ora di macchina. Sniff.). Non ci
andavo da un sacco di tempo. Appena varcata la soglia della libreria, mi sono
sentita subito esaltata. Come sempre (sì, mi basta poco).
Ho subito cominciato a guardarmi in giro, spingendo sull’acceleratore perché il tempo incalzava. Sono riuscita a dare un’occhiata ad appena un terzo della libreria. Era tardi, dovevamo sbrigarci ed ero stanca. Di nuovo: sniff.
Mi sono segnata qualche titolo su cellulare, che tra l’altro mi sta abbandonando, maledicendomi per non essermi portata dietro preventivamente il mio taccuino, sul quale avrei potuto scrivere il doppio dei titoli in metà tempo. Ad un certo punto hanno cominciato a prudermi le mani. Ha cominciato a venirmi il senso di tristezza, amarezza e insoddisfazione tipico della lettrice a cui tocca uscire da una libreria senza neanche un libro in mano. Non avrei potuto permetterlo. Non avrei potuto terminare una giornata già di per sé stancante, senza neanche un libro nuovo in mano.
Ed ecco che individuo, persa nei meandri della libreria, la signora-capo supremo alias mia madre (sono una studentessa universitaria e, ahimè, studiare + non lavorare = no money). Si può dire che l’abbia quasi supplicata. Dopo aver fissato un tetto massimo di budget, mi fiondo velocemente alla ricerca di libri a prezzi contenuti (di conseguenza escludendo il settore Novità), come sempre.
Ho subito cominciato a guardarmi in giro, spingendo sull’acceleratore perché il tempo incalzava. Sono riuscita a dare un’occhiata ad appena un terzo della libreria. Era tardi, dovevamo sbrigarci ed ero stanca. Di nuovo: sniff.
Mi sono segnata qualche titolo su cellulare, che tra l’altro mi sta abbandonando, maledicendomi per non essermi portata dietro preventivamente il mio taccuino, sul quale avrei potuto scrivere il doppio dei titoli in metà tempo. Ad un certo punto hanno cominciato a prudermi le mani. Ha cominciato a venirmi il senso di tristezza, amarezza e insoddisfazione tipico della lettrice a cui tocca uscire da una libreria senza neanche un libro in mano. Non avrei potuto permetterlo. Non avrei potuto terminare una giornata già di per sé stancante, senza neanche un libro nuovo in mano.
Ed ecco che individuo, persa nei meandri della libreria, la signora-capo supremo alias mia madre (sono una studentessa universitaria e, ahimè, studiare + non lavorare = no money). Si può dire che l’abbia quasi supplicata. Dopo aver fissato un tetto massimo di budget, mi fiondo velocemente alla ricerca di libri a prezzi contenuti (di conseguenza escludendo il settore Novità), come sempre.
Per quanto mi riguarda,
è sempre difficilissimo che io riesca a comprare un libro appena uscito.
Ragazzi, diciamoci la verità: costano troppo (e io non ho una pianta che regali
soldi al posto di fiori). E, se volete saperla tutta, non mi sembrano affatto
giustificati i prezzi delle nuove uscite, che non scendono quasi mai sotto i 16
€, se va bene. Ma questo è un altro discorso, magari lo affronterò in un’altra
occasione.
Dicevo, mi fiondo alla
ricerca di libri a prezzi contenuti, quindi abbandono tristemente il settore
Novità. Procedo più o meno in ordine, arrivando al settore gialli-thriller e
l’occhio mi cade sui libri che riportano a caratteri cubitali il nome del loro
autore: James Patterson. Mi cade l’occhio su Mastermind. Lo prendo, lo guardo,
lo giro e leggo. Sì, mi dico, questa potrebbe essere una buona scelta. Il suo
primo libro letto è stato Il collezionista e mi ha convinto. Da un po’ mi
trastullavo col dubbio di cosa scegliere come suo secondo libro. Finalmente il
mio istinto mi ha dato la risposta. Fuori uno.
Cambio di nuovo sezione
e finisco tra i romanzi. E’ da un po’ che vorrei comprare Zia Mame, ma se l’avessi
fatto avrei sforato di qualche Euro rispetto al budget concordato. Mi cade
l’occhio su un libro leggero, che avevo messo in wishlist dopo aver letto la
trama, che mi sembrava leggera ma interessante e stravagante. Una favola a
Manhattan. Il prezzo va benissimo e la somma dei due rispetta il budget.
Perfetto. Due libri completamente diversi che non c’entrano assolutamente
niente l’uno con l’altro. Vi consiglio di farci l’abitudine. Sono ormai
diventata eclettica nelle mie letture, tanto quanto lo sono nell’ascoltare
musica. Devo dire che, per quanto riguarda la lettura, sono diventata eclettica
crescendo. Forse da ragazzina o nei primi anni dell’adolescenza le mie letture
erano più omogenee. Per fortuna crescendo si cambia anche in meglio.
Bene, dopo questo
mattone introduttivo di cui, magari, non vi interessa granché, veniamo al
dunque.
Vi mostro come si deve,
finalmente, i due libri comprati.
Autore: James Patterson
Titolo italiano: Mastermind
Titolo originale: Roses are red
Prima edizione originale: 2000
Prima edizione italiana: Longanesi & C., 2002
Prezzo edizione TEA: € 9,00
Pagine: 322
Traduzione: Donatella Cerutti Pini
Autore: Alberto Ferreras
Titolo italiano: Una favola a Manhattan
Titolo originale: B de Bella
Prima edizione originale: 2009
Prima edizione italiana: Baldini Castoldi Dalai, 2012
Prezzo: € 9,90
Pagine: 291
Traduzione dallo spagnolo: Francesca Sassi
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